Buone notizie dal congresso di Salerno!

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Si è concluso oggi nella splendida città di Salerno il 4° congresso nazionale del Partito Socialista Italiano. Una tre giorni molto intensa che ha visto la partecipazione di numerosi delegati provenienti da tutte le regioni d’Italia, ma anche di alcuni dei protagonisti del panorama politico italiano ed internazionale: Serghei Stanishev; Luis Ayala; Debora Serracchiani; Susanna Camusso; Carmelo Barbagallo; Vincenzo De Luca; Fabrizio Cicchitto; Benedetto Della Vedova; ecc. I socialisti italiani, al termine dei tre giorni di congresso, hanno rieletto come segretario nazionale del Partito Socialista Italiano l’on. Riccardo Nencini.

La FGS della provincia di Frosinone ha partecipato al congresso con ben 4 delegati, i compagni Daniele Riggi, Simone Campioni, Mike Di Ruscio e Francesco Ferro. La buona notizia è che il coordinatore provinciale Daniele Riggi e il compagno Mike Di Ruscio sono stati eletti nel consiglio nazionale del PSI! Da oggi quindi i giovani socialisti della provincia di Frosinone possono contare sulla presenza di ben due compagni all’interno del più importante organismo nazionale.

Referendum, le ragioni del nostro sì

91154518c6f0cafa827116d9e4363014_xlIl referendum del 17 aprile 2016 tratterà la possibilità di poter rinnovare o meno le concessioni per gli impianti di trivellazione marittima entro le 12 miglia nautiche dalla costa. Ecco il quesito referendario:

Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?

La FGS Frosinone ha deciso di schierarsi per il Sì, non solo per motivi ambientalisti ma anche per la nostra contrarietà allo sfruttamento delle risorse energetiche italiane da parte delle grandi multinazionali del gas e del petrolio, anche straniere. A Nepi l’On. Pastorelli (PSI), membro della commissione ambiente della Camera, ci ha informato che le citate precedentemente piattaforme estraggono una quantità di idrocarburi pari al 5% del fabbisogno energetico italiano e che, inoltre, le varie compagnie vendono gli idrocarburi all’Italia solo in un secondo momento, in modo da far aumentare il prezzo.

Riteniamo doveroso uno strappo con il passato e ci auguriamo che l’esito positivo del referendum sia un primo passo in avanti per il cambiamento della politica energetica italiana verso una graduale svolta alle energie rinnovabili, magari a gestione pubblica.

Luca Rossi

#StiamoLavorandoPerVoi

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È terminato nella tarda mattinata di oggi il corso di formazione organizzato dalla FGS nazionale. Una tre giorni di seminari e di dibattiti che ci sono serviti per aggiornarci sulle nuove dinamiche della politica nazionale e internazionale. La qualità degli ospiti invitati, così come quella dei contenuti, è stata molto alta. Ringraziamo i compagni che hanno organizzato questo meraviglioso evento, che ci è stato molto utile per crescere dal punto di vista politico ma, soprattutto, dal punto di vista umano. Non appena sarà possibile, cercheremo di condividere quanto appreso a Nepi con i compagni della federazione di Frosinone, nel frattempo, continuiamo a lavorare per voi.

Svolte inaspettate, socialismo e populismo a Nepi

quarto_statoNel corso di formazione sulle grandi questioni internazionali c’è stato spazio anche per una riflessione sul populismo e per le interviste, a cui noi Giovani socialisti di Frosinone abbiamo partecipato. Parla ai microfoni di RadioEretika Tommaso Nencioni, storico e giornalista de “il manifesto”. Nencioni ci espone dal punto di vista storico e filosofico il significato del termine “populismo” e il suo inappropriato uso nell’Italia di oggi. Per approfondire la questione e ascoltare il nostro segretario provinciale vi lascio qui sotto il link della puntata di RadioEretika.

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Corso di formazione FGS

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La federazione nazionale dei giovani socialisti ha organizzato un corso di formazione sulle grandi questioni internazionali che si terrà dal 27 al 29 novembre. L’evento si svolgerà nella cittadina di Nepi (provincia di Viterbo-Lazio), presso l’ “Antico Residence” in via cassia km 37.

Il costo complessivo, che include vitto e alloggio, è di 120 euro. Per il trasporto è previsto un servizio navetta presso la stazione di Cesano di Roma.

Per avere informazioni e per prenotarsi è possibile contattare Alessandro Munelli (cellulare 333094539), responsabile nazionale organizzazione FGS.

Il reddito minimo garantito? Una misura necessaria

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Lo scorso 19 settembre, in occasione della festa provinciale di SEL e POSSIBILE, si è tenuto un interessante dibattito sul reddito minimo garantito. Gli ospiti invitati al dibattito, moderato dal giornalista di “uno e tre” Ignazio Mazzoli, erano Mike Di Ruscio, membro della segreteria nazionale dei Giovani Socialisti, Giovanni Principe, economista, direttore generale dell’ Isfol, e l’on. Filiberto Zaratti di SEL. Il nostro compagno Mike Di Ruscio non potendo più partecipare al dibattito a causa di impegni personali mi ha chiesto di sostituirlo, e quindi, alla fine, ho partecipato io al posto suo in qualità di coordinatore provinciale.

Il reddito minimo garantito è una forma di sostegno economico che viene devoluto a chi è in età lavorativa e, essendo disoccupato o inoccupato, non percepisce alcuna forma di reddito oppure percepisce un reddito che è al di sotto della soglia di povertà. Questo tipo di reddito è differente rispetto al reddito di cittadinanza (detto anche reddito di base), che invece è universale e illimitato nel tempo. Il reddito minimo garantito è una misura che, a partire dal 1992, è stata adottata da tutti i paesi dell’Unione Europea, tranne che dall’ Italia e dalla Grecia. Nel nostro paese parlare di questa misura di welfare è molto difficile perché viene quasi sempre bollata come assistenzialistica, eppure non si tratta di una forma di sostegno che viene concessa in maniera indiscriminata, come, invece, avverrebbe con il reddito universale. Essa, infatti, viene devoluta solo a determinate condizioni e richiede a chi la percepisce una serie di vincoli da rispettare (ricerca attiva del lavoro, partecipazione a corsi di formazione e/o aggiornamento ecc.).

Nel corso dell’ultimo ventennio, il processo di accumulazione ingiustificata di denaro e di risorse all’interno di una ristretta fascia di popolazione, favorito dalla vittoria del modello economico capitalista, ha impedito una redistribuzione omogenea dei redditi e delle risorse materiali prodotte. La globalizzazione dell’economia, la meccanizzazione del lavoro e la flessibilità dei ritmi di produzione, inoltre, hanno reso il lavoro sempre più precario. In un contesto in cui il sistema economico genera alti livelli di disoccupazione il reddito minimo diventa uno strumento necessario per tutelare quelle fasce di popolazione che sono rimaste incolpevolmente escluse dal mondo del lavoro. Oggigiorno, quindi, il problema del reddito minimo si pone perché il nostro sistema economico non è in grado di garantire il lavoro a tutti; se così non fosse il problema della garanzia del reddito si porrebbe solo per coloro che sono fisicamente impossibilitati a svolgere un’attività lavorativa.

E’ a partire da queste riflessioni che come federazione dei giovani socialisti di Frosinone abbiamo deciso, già da diversi mesi, di sostenere la battaglia sul reddito minimo. La ritengo una scelta giusta perché una formazione politica che si ispira ai principi del socialismo deve sostenere tutte quelle azioni che intervengono a garanzia delle fasce sociali più deboli. Durante il dibattito, quindi, ho ribadito che la nostra federazione è favorevole all’introduzione di questa misura, oggi più che mai necessaria, specialmente per noi giovani, che siamo una delle categorie sociali strutturalmente più deboli. Ho espresso la mia perplessità riguardo alle intenzioni del governo che, nonostante abbia messo in agenda da diverso tempo il reddito minimo, non sembra essere intenzionato a realizzare nulla di concreto in merito.

L’ultima speranza è che siano le regioni a introdurre una forma di reddito minimo garantito, alcune, come la Basilicata, ad esempio, lo stanno già facendo. Nella nostra regione c’è già una legge che prevede l’introduzione di un reddito minimo garantito, è la legge 4 del 2009. Essendo una legge che al tempo fu introdotta come misura sperimentale è necessario rimodularla e rifinanziarla per attivarla di nuovo. Prepariamoci, dunque, a sostenere la battaglia a livello regionale.

                                                                     Daniele Riggi, coordinatore provinciale FGS

La FGS di Frosinone sostiene i referendum promossi da Possibile

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La federazione provinciale dei Giovani Socialisti ha deciso di supportare i referendum indetti da Possibile, il movimento politico fondato da Pippo Civati. Gli otto quesiti del referendum chiedono di abrogare i provvedimenti introdotti dal governo Renzi attraverso l’Italicum, il Jobs Act, lo Sblocca Italia e la Buona Scuola. Abbiamo scelto di firmare sì perché riteniamo che le scelte del governo sulla scuola, sull’ambiente e sul lavoro non siano in grado di risolvere i gravi problemi che affliggono il nostro paese. Siccome apparteniamo ad una cultura politica che difende e promuove le libertà della persona e che ha come obiettivo il raggiungimento della giustizia sociale non possiamo accettare dei provvedimenti che alimentano la disuguaglianza sociale e che limitano le libertà dell’individuo.

Daniele Riggi, coordinatore provinciale

Garanzia Giovani…all’italiana

Il progetto Garanzia Giovani è nato in ambito europeo con l’obiettivo di facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro ai giovani che hanno un’età compresa fra i quindici e i ventinove anni.

I giovani che vogliono partecipare al progetto devono rivolgersi ai centri per l’impiego della propria provincia, che provvedono ad accoglierli e a orientarli, sulla base delle competenze possedute e dei titoli di studio conseguiti, ma anche sulla base delle attitudini e delle aspirazioni personali. A seconda del “profilo” che emerge dall’anamnesi dei dati, viene proposto al giovane un percorso di inserimento personalizzato che prevede un ampio ventaglio di possibilità: accompagnamento al lavoro, tirocinio, formazione, apprendistato, auto imprenditorialità, servizio civile etc.

Nella premessa  sembrano esserci tutte le condizioni per affermare che si tratta di un ottimo progetto, ma in Italia, purtroppo, nulla è mai come sembra: Garanzia Giovani, infatti, invece di garantire nuove esperienze in ambito lavorativo ai giovani del nostro paese, si è rapidamente trasformata in una nuova forma di sfruttamento e di guadagno per le aziende private.

Vi starete sicuramente chiedendo come sia potuto accadere tutto ciò. La risposta è semplice: ai giovani vengono offerti dei contratti di apprendistato che prevedono 144 ore di lavoro mensili e una retribuzione di 400 euro, totalmente a carico dell’INPS, che versa l’importo ogni due mesi. In altre parole, l’azienda privata che aderisce a questo progetto ha un enorme vantaggio perché si ritrova ad avere a sua completa disposizione dei giovani ragazzi, sei giorni a settimana per sei ore al giorno, senza dover spendere nemmeno un soldo.

Per incentivare l’assunzione del giovane a tempo determinato con contratti di quattro o sei mesi vengono messi a disposizione dell’imprenditore dei bonus, che, per esempio,nella regione Lazio vanno dai 1500 ai 4500 euro. Ma perché un’azienda dovrebbe assumere un giovane con un contratto a tempo determinato quando sa di poterlo avere a  disposizione a costo zero per 144 ore al mese ?

Il risultato finale e inevitabile è che i giovani partecipanti al progetto devono lavorare con una paga da 2 euro e 77 centesimi l’ora, durante l’apprendistato, e non vengono nemmeno assunti al termine del percorso di inserimento. Insomma, oltre al danno anche la beffa ! La verità, quindi, è che non c’è alcuna “garanzia” per questi giovani, perché con questo meccanismo perverso ad essere garantite sono solamente le aziende private, ma anche le agenzie del lavoro e i centri di formazione che accreditandosi al progetto ricevono compensi e incentivi.

Daniele Riggi, coordinatore provinciale dei giovani socialisti

Congresso nazionale FGS

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La federazione giovani socialisti della provincia di Frosinone si congratula con i compagni Roberto Sajeva e Silvano Del Duca per essere stati eletti rispettivamente segretario e presidente della federazione nazionale dei giovani socialisti. Congratulazioni e buon lavoro al nostro storico compagno Mike Di Ruscio che, invece, è stato eletto nella nuova segreteria nazionale. Vorremmo inoltre ringraziare il presidente uscente Vincenzo Iacovissi per la passione e la dedizione con cui, per molti anni, ha saputo rappresentare la FGS in provincia di Frosinone, per averci saputo trasmettere gli ideali del socialismo e, soprattutto, per averci fatto comprendere l’importanza della militanza politica. Ci auguriamo che dopo la celebrazione del congresso ci sia un forte rilancio dell’attività della nostra organizzazione, dato che c’è moltissimo lavoro da fare; ed ora non ci resta che andare Avanti !

Daniele Riggi, coordinatore provinciale FGS Frosinone

Simone Campioni, coordinatore FGS città di Frosinone