Storica sentenza su Bolzaneto: fu tortura. Al G8 di Genova i sogni di una generazione infranti dalla violenza – di Daniele Riggi

GENOVA 20/07/2001 LA POLIZIA FRO

 

“I ricorrenti, trattati come oggetti per mano del potere pubblico, hanno vissuto durante tutta la durata della loro detenzione in un luogo ‘di non diritto’ dove le garanzie più elementari erano state sospese”. Queste parole, usate dai giudici della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, per la situazione vissuta da 48 persone a Bolzaneto, pesano come macigni. Continua a leggere “Storica sentenza su Bolzaneto: fu tortura. Al G8 di Genova i sogni di una generazione infranti dalla violenza – di Daniele Riggi”

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In ricordo di Lady D, principessa dei poveri e degli emarginati – il #Curiosone di Daniele Riggi

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Esattamente venti anni fa, sotto il tunnel del Pont de l’Alma a Parigi, perdeva la vita in un tragico incidente automobilistico Lady Diana Spencer, principessa di Galles. In questi giorni sul web e sui media si susseguono continuamente articoli e documentari che ricordano le vita di Lady D, in particolare le sue travagliate vicende private. L’impressione che ho avuto è che della principessa Diana si voglia ricordare solamente l’aspetto mondano e le vicende sentimentali; del resto la stampa e i rotocalchi non aspettano altro per aumentare le vendite e le visualizzazioni sul web. Pochissimo spazio è stato dedicato, invece, alle implicazioni più sociali e politiche della sua permanenza presso la Casa Reale britannica. Continua a leggere “In ricordo di Lady D, principessa dei poveri e degli emarginati – il #Curiosone di Daniele Riggi”

Se vogliamo un’Europa migliore dobbiamo essere eurocritici e non antieuropeisti ed euroscettici

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Venerdì 20 gennaio abbiamo partecipato al terzo congresso della Gioventù Federalista Europea di Frosinone per ribadire la nostra forte vocazione europeista. Il coordinatore provinciale Daniele Riggi ha portato i saluti della federazione provinciale FGS ed ha sostenuto le motivazioni che ci spingono ad essere ancora europeisti. Continua a leggere “Se vogliamo un’Europa migliore dobbiamo essere eurocritici e non antieuropeisti ed euroscettici”

Dibattito sull’Europa del dopo Brexit

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Lunedì 25 alle ore 18 e 30 il segretario provinciale Daniele Riggi sarà al “Birracolo” (via Firenze), in rappresentanza dei Giovani Socialisti della provincia, per parlare di Europa e di dopo Brexit insieme con i Giovani Democratici, con la Gioventù Federalista Europea e con i giovani di Possibile. Non mancate, sicuramente sarà un dibattito molto interessante.

#SchengenSchengen

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Mercoledì 18 febbraio la Gioventù Federalista Europea e il Movimento Federalista Europeo sono scesi in piazza a Roma sotto lo slogan “Don’t touch my Schengen” per opporsi alla sospensione del medesimo trattato.
I Giovani Socialisti di Frosinone hanno aderito alla manifestazione partecipando come membri della GFE Frosinone.
La sospensione di Schengen porterebbe alla privazione di un diritto acquisito, come la libertà di movimento all’interno dei confini degli stati europei che aderiscono all’accordo e danneggerebbe l’economia sia delle microimprese sia delle famiglie a causa degli eventuali dazi doganali e contingenti d’importazione. Altro importante fattore negativo, che potrebbe aggiungersi ai precedenti, è la diminuzione del turismo “Europe to Europe” che nelle città come Roma e Firenze porterebbe ad una diminuzione del PIL cittadino. La tesi che viene portata avanti a favore della reintroduzione della frontiera è la maggiore sicurezza contro il terrorismo e la possibilità di gestire al meglio la crisi dei migranti; ma la sicurezza, che comunque non aumenterà con la sospensione del trattato, non potrà mai essere una scusa per la limitazione della libertà dei cittadini.

“I confini scellerati
cancelliam dagli emisferi;
i nemici, gli stranieri
non son lungi ma son qui.”
-Filippo Turati, fondatore
del Partito Socialista Italiano; 1886

Luca Rossi, coordinamento provinciale e membro GFE Frosinone

Simone Campioni, FGS Frosinone e membro GFE Frosinone

L’umanità perduta

Il 27 gennaio vuol essere “Giornata della memoria” per ricordare “la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” (legge 211/00). Nei vari lager furono uccisi milioni di persone colpevoli di vari crimini tra cui l’essere nati ebrei, essere omosessuali oppure essere anti-nazisti. Ma a cosa serve la memoria? E cosa è cambiato da quel giorno?
La crisi politica che sta affrontando l’Europa negli ultimi mesi ha radicalizzato il clima politico, portando agli occhi di tutti che razzismo e omofobia esistono ancora, ma in maniera differente: vengono celati sotto le parole “sicurezza” e “tradizione” oppure in slogan demagogici come “Prima gli italiani! Ruspa!”. Slogan che vogliono creare intolleranza, usata anche per fare di un caso particolare l’immagine riflessa di popoli interi. La memoria ci può aiutare a ricordare che se fatti come quelli della Germania nazista sono accaduti nel nostro mondo, ci potrà essere una recidiva. Dopotutto, lo sterminio degli ebrei fu solo la fine di un lunga storia di intolleranza.

Luca Rossi, coordinamento provinciale

 

I giovani socialisti rinnovano il loro impegno per l’Europa

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Il coordinatore provinciale Daniele Riggi e il compagno Simone Campioni hanno deciso di rinnovare la tessera della gioventù federalista europea. Anche quest’anno quindi la FGS della provincia di Frosinone conferma la sua vocazione europeista, in continuità con la tradizione socialista italiana. Il coordinatore provinciale Daniele Riggi invita gli altri giovani compagni della provincia a tesserarsi e a impegnarsi affinché l’idea di una Europa unita e dei popoli si diffonda e diventi sempre più radicata nel nostro territorio, con le seguenti motivazioni: “Oggigiorno l’Unione Europea vive un momento di estrema difficoltà, a causa di una mancata unità di intenti e di vedute tra gli stati che ne fanno parte, e si sta progressivamente allontanando dai principi e dai valori per cui è nata, ma ciò non vuol dire che il concetto di Europa unita non sia più valido, anzi. Oggi più che mai noi giovani dobbiamo batterci per far sì che l’Europa torni ad essere la casa della giustizia sociale, della libertà e un cantiere in cui si possa realizzare la definitiva unione dei popoli del nostro continente. È per questi motivi che scegliamo di continuare a sostenere la l’operato dei federalisti europei nella nostra provincia.”.

Osservatorio PSE: Uniti contro la paura

PSE contro radicalismo e politica della paura
Questo febbraio, la città di Madrid ha visto  tenersi l’incontro tra i leader del PSE nel quale, ricordando i terribili attacco di Parigi e Copenaghen, si è voluto riaffermare la presa di distanza da ogni forma di radicalismo e dalla politica della paura.

Come affermato dal Vice segretario del PSE Marije Laffeber : “dobbiamo lottare per  la coesione sociale e per l’inclusione, e dobbiamo contrastare la ghettizzazione e la stigmatizzazione di ogni comunità“.

Il 5 marzo il PSE invita a prendere parte alla discussione su come affrontare la minnaccia del radicalismo in Europa, con l’intenzione di proteggere i valori del pluralismo e della diversità.

Il Presidente del Democracy Network, Mep tanja Fajon, ha sottolineato l’importanza di combattere l’intolleranza e le ideologie fondate sull’odio, che non fanno altro che incrementare xenofobia, islamofobia e razzismo. Infatti, mentre alcuni commentatori e politici hanno visto la possibilità di strumentalizzare i recenti attacchi terroristici per alimentare quest’odio, il PSE è rimasto, e rimane, inamovibile su valori quali: tolleranza, pluralismo e democrazia.

Dibattito: temi e soluzioni
Durante il dibattito, organizzato con S&D, il gruppo PSE alla Camera delle Regioni e il FEPS(Foundation for European Progressive Studies), sono state trattate varie tematiche tra le quali troviamo: misure preventive contro ogni forma di radicalismo che può condurre all’estremismo violento; i cosiddetti foreign fighters; i rapporti con gli emigranti che sono tornati in patria; e, infine, lo scambio delle “best practices” con le autorità, locali e regionali, politici, accademici e organizzazioni rappresentanti la società civile.
Tutto ciò alla luce dell’impegno da parte del PSE di presentare soluzioni a queste problematiche entro i prossimi mesi.

 

Fonte: http://www.pes.eu/pes_leads_fight_against_radicalisation_and_protecting_the_rule_of_law