Verso le lezioni comunali: i Giovani Socialisti dicono la loro sul centro storico di Frosinone

 

Il coordinatore provinciale dei Giovani Socialisti Daniele Riggi, intervistato dai microfoni di Lazio TV, esprime la posizione della FGS sul centro storico di Frosinone. Le tematiche trattate sono varie: dall’evidente spopolamento alla mancata valorizzazione di strutture importanti come il museo comunale e la biblioteca.

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“Lo scandalo MPS e il Capitalismo ‘familista’ italiano” – Daniele Riggi scrive all'”Avanti!”

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Alla fine degli anni ’80 il noto giornalista americano Alan Friedman scrisse due libri, molto importanti, ovvero “Tutto in famiglia” e “Ce la farà il capitalismo italiano?”. Perché importanti? Perché svelarono, come solamente l’occhio di un osservatore esterno avrebbe potuto fare, la vera natura del capitalismo italiano: un sistema fondato sul familismo amorale, capace di autoriprodursi senza alcuno scrupolo, allergico a qualsiasi gerarchia fondata sul merito e sul valore della competenza. Un capitalismo furbo e arraffone, che vuole fare profitto investendo poco e rischiando nulla, e che grazie ad una estesa rete di legami familiari e di potere, evita sempre la concorrenza, puntando al monopolio. Questa è la sintesi di un modus operandi che purtroppo, da sempre, ha reso profondamente fragile la grande industria e la grande finanza del nostro paese al cospetto dei mercati internazionali, dove la concorrenza è spietata.
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“Start-up, giovani e crisi” di Maria Antonietta Grimaldi (FGS Anagni)

Le startup salveranno i giovani dalla crisi, neo micro imprese che gli permettono di realizzare progetti nati da idee a volte semplici ma che possono funzionare sul mercato. L’obiettivo delle startup è quello di avvicinare i giovani alla realtà imprenditoriale spingendolo a mettersi sempre in gioco con entusiamo.  Continua a leggere ““Start-up, giovani e crisi” di Maria Antonietta Grimaldi (FGS Anagni)”

Dopo aver ascoltato i disagi dei commercianti dello Scalo abbiamo interrogato il Sindaco

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La nuova piazza antistante la chiesa Sacra Famiglia, inaugurata un mese fa dal Sindaco Nicola Ottaviani e dall’Amministrazione Comunale, è stata presentata alla cittadinanza come un’opera che testimonia la volontà di rilanciare il quartiere Scalo. Continua a leggere “Dopo aver ascoltato i disagi dei commercianti dello Scalo abbiamo interrogato il Sindaco”

Dalla Regione Lazio arriva “Fondo Futuro”

 

 

Fondo Futuro è una rivoluzione, perché permette l’accesso al credito a un tasso dell’1% a tutte quelle piccole e nuove imprese che per il sistema attuale non sono bancabili, che non potrebbero mai avere accesso al credito per avviare o sostenere un’impresa. Un’opportunità vera per chi vuole aprire un’attività ma non può farlo perché non ha le garanzie per chiedere un prestito.

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Buon Primo Maggio!

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Anche quest’anno i Giovani Socialisti della Provincia di Frosinone hanno partecipato al corteo di Isola del Liri. La crisi del lavoro nella nostra provincia non accenna a diminuire ma noi resistiamo comunque, nella speranza che qualcosa cambi. Garanzia Giovani non basta, occorrono misure straordinarie per creare nuove opportunità di lavoro. Speriamo che la Regione Lazio e la Provincia cooperino per risolvere al più presto il drammatico problema della disoccupazione giovanile nel nostro territorio. Nonostante tutto buon primo Maggio a tutti!

La FGS a sostegno dei lavoratori della Vertenza Frusinate

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Ieri ci siamo recati ad Anagni per partecipare ad una iniziativa sul lavoro organizzata dal Comitato Vertenza Frusinate. Il Comitato è nato su iniziativa di diversi soggetti che hanno deciso, oramai da diverso tempo, di unirsi per promuovere le istanze dei disoccupati della nostra provincia ed affrontare la drammatica crisi del lavoro. Abbiamo accettato l’invito degli amici della Vertenza con molto piacere, oltre che con interesse, perché la problematica del lavoro è una problematica che riguarda, drammaticamente, anche noi giovani.

Nel mio intervento ho sottolineato come le cause della crisi del lavoro nella nostra provincia non vadano cercate negli eventi degli ultimi anni ma nei cambiamenti che stavano avvenendo già una quindicina di anni fa. In quel periodo, infatti, il mondo del lavoro e quello della produzione industriale stavano cominciando a cambiare radicalmente. La classe dirigente del nostro territorio avrebbe dovuto accorgersi di quei cambiamenti e avrebbe dovuto capire verso quale futuro avrebbero portato il tessuto produttivo della nostra provincia. Se allora fossero state fatte delle scelte strategiche mirate a riconvertire e ammodernare le modalità di produzione, oggigiorno, la crisi sarebbe arrivata ugualmente nel nostro territorio ma di certo non con conseguenze così disastrose. Le ultime statistiche, infatti, ci dicono che nel nostro territorio la disoccupazione coinvolge oltre 120.000 persone.

Nella seconda parte dell’intervento, invece, ho espresso la mia preoccupazione per la sistematica assenza dei giovani e dei disoccupati della provincia a queste importanti manifestazioni per il lavoro. Per rivendicare le istanze dei disoccupati e dei precari della nostra provincia è necessario che i lavoratori si organizzino in modalità efficaci e in numero consistente. È necessario che nella nostra provincia si realizzi un patto sociale tra i giovani disoccupati e precari, includendo anche i giovani immigrati che vogliono contribuire alla crescita del nostro territorio, e i lavoratori che sono rimasti disoccupati. Solo unendo le forze sarà possibile recarsi presso le istituzioni regionali per reclamare con forza misure straordinarie in grado di contrastare la drammatica crisi che affligge il nostro territorio. Se saremo molti e uniti avremo la forza per reclamare i nostri diritti, e il lavoro è un nostro diritto, invece, se rimarremo in pochi i poteri forti e la criminalità busseranno alle nostre porte per offrirci favori ingannevoli. Noi però i loro favori non li vogliamo.

Daniele Riggi, coordinatore FGS provincia di Frosinone

La povertà in Italia

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Lo scorso 17 ottobre si è celebrata la giornata mondiale contro la Povertà, un evento che l’ONU decise di istituire dopo la grande manifestazione che si svolse al Trocadéro di Parigi, il 17 ottobre del 1987, per denunciare le morti causate nel mondo dalla fame e dalla povertà.

Da quel 17 ottobre 1987 sono passati oramai 28 anni eppure la povertà continua ad essere una piaga che miete milioni di vittime nel mondo ogni anno. La situazione, quindi, non sembra essere affatto migliorata, anzi in molti casi è addirittura peggiorata, come, ad esempio, nel caso dell’Italia.

Leggiamo insieme, allora, alcuni dati molto sintetici ma significativi che emergono dal rapporto Caritas 2015 sulle politiche contro la povertà in Italia, per capire come è cambiata la situazione nel nostro paese. Secondo le stime del rapporto, in Italia in 7 anni il numero dei poveri è più che raddoppiato, infatti si è passati da 1,8 milioni di poveri nel 2007 a 4,1 milioni nel 2014. A fronte di questo incremento esponenziale i fondi nazionali per le politiche sociali invece di aumentare sono notevolmente diminuiti, infatti si è passati da 3.169,00 euro, stanziati nel 2008, a 1.233,70 euro, stanziati nel 2015. L’Italia insieme alla Grecia è l’unico paese in Europa a non aver introdotto politiche efficaci contro la povertà. Se fino a ieri la povertà in Italia colpiva essenzialmente il meridione, gli anziani, le famiglie con almeno tre figli e i disoccupati oggi, invece, riguarda anche il Nord del nostro paese, i giovani, le famiglie con almeno due figli e, addirittura, colpisce anche chi ha un lavoro.

La povertà, dunque, continua a colpire duramente, soprattutto nel nostro paese, e il dato inquietante è che sta coinvolgendo fasce sempre più larghe della nostra popolazione. Oggi, infatti, abbiamo “nuovi poveri”, persone in giacca e cravatta e magari con un lavoro, che vediamo fare la fila alle mense delle associazioni di volontariato. Gli strumenti messi in campo dagli ultimi governi negli ultimi anni, come il bonus bebé o l’ ASDI, solo per citarne alcuni, sono del tutto insufficienti a fronteggiare un’emergenza sociale di questa portata, tutt’al più possono essere considerati dei palliativi. Urgono misure strutturali e incisive, in grado di tamponare l’avanzata del fenomeno povertà, che oramai non può essere più considerato come un fenomeno marginale, che riguarda solo una piccola fascia di popolazione; oggigiorno, nell’era del liberismo economico sfrenato, la povertà è diventata una vera e propria piaga sociale diffusa, destinata ad allargarsi sempre di più.

Daniele Riggi, coordinatore provinciale FGS