I giovani di Ceccano dicono basta all’inquinamento

Un grido d’allarme social

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Che cosa sta succedendo nel nostro territorio? Non è di certo la prima volta che accade, è già qualche tempo fa la cittadinanza di Ceccano era scesa in strada per una manifestazione pacifica contro l’inquinamento. Ma da qualche giorno, continuamente lungo il fiume Sacco che attraversa la città, si vedono passare grandi quantità di schiuma biancastra. Chi vive lì si rende conto anche dell’odore nauseabondo che promana dal fiume stesso. I cittadini sono stanchi, inermi, e non ricevono ancora risposte dalle istituzioni. Ma questa volta sono i più giovani a mobilitarsi soprattutto sui canali social. Si vede infatti l’allarme lanciato dai giovani di Ceccano che si rincorre su Facebook e Instagram per veicolare il loro messaggio contro la situazione ambientale non più sostenibile. Qualcuno pensa addirittura di rivolgersi al programma Le Iene o a Striscia la Notizia per dare ampia risonanza a ciò che sta accadendo, sperando in un pronto intervento. Una cosa è certa, i giovani ceccanesi questa volta non staranno fermi a guardare. In un territorio come il nostro dove la disoccupazione giovanile e il precariato superano di gran lunga la media nazionale, il futuro dei più giovani è seriamente minacciato anche dalla prospettiva di dover vivere in un ambiente insalubre. Spesso viene contestato alle giovani generazioni il vivere virtualmente e superficialmente sui social, ma questa volta tali canali vengono utilizzati per lanciare un grido d’aiuto importante. Come Federazione dei Giovani Socialisti di Frosinone ci sentiamo vicini alla cittadinanza di Ceccano e in dovere di raccogliere questo grido d’allarme e d’aiuto, unendoci soprattutto ai nostri coetanei; perché già non possiamo accettare di vivere da precari, figuriamoci accettare di vivere in un ambiente avvelenato che mette in serio pericolo la vita stessa e il futuro di un’intera comunità. Il grido d’aiuto partito dai giovani di Ceccano è forte e preoccupante, e qualcuno dovrà dare delle risposte serie, questa volta però non sui social ma nelle sedi opportune.

Mateo Zemblaku

 

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