Ventotto anni dopo le monetine al Raphael

Ventotto anni fa davanti al Raphael non c’era la voglia di cambiare o il desiderio di una nuova politica. Se c’erano questi sentimenti, erano largamente minoritari. C’era l’ira, la bile infuocata del fascismo delle forche e dei fascisti (i finti limpidissimi missini ad aizzare), l’avvelenamento dei pozzi che ha travolto tutto lasciando una landa desolata. Il partito nordico che brandiva il cappio in aula mentre i dirigenti si erigevano a salvatori della Patria , oggi è il ” partito della nazione” pullulante di malaffare e con opinabili legami internazionali, avvinghiati al più sporco capitale straccione.I figli di Grillo, eredi dei Padri Penati dalle Mani Pulite e nati in nome della pulizia morale che doveva spazzare via il malaffare, sono il primo partito in Parlamento e hanno cambiato in 3 anni le loro posizioni dicendo tutto e il contrario di tutto. Da sovranisti a salvatori dell’Euro, da movimento del popolo a Balena Bianca malconcia, da Trumpisti a Bideniani passando per l’incensare cariatidi imbevute di un ancestrale doroteismo come capetti dei Progressisiti. E alla fine chiedono sulla via di Canossa garantismo per il figliol prodigo, offendendo donne di ogni età degradando l’orrore dello stupro a una ragazzata.Nel frattempo, a quasi trent’anni da quelle monetine lanciate, il giustizialismo ha pervaso ogni piccolo poro della cute Italica. Ma con un piccolo inconveniente : non ha mai fatto giustizia né civile tantomeno sociale..Al Raphael la mia generazione non era nata, tantissimi grazie a dio (o purtroppo) lo conoscono casualmente come albergo al centro di Roma e non per i suoi eventi. Ma la mia generazione a 28 anni da quel Raphael si trova a dover osservare chi vuole lanciare ancora monetine in nome del dio giustizialismo o chi crede ancora alle favole del chiamarsi in ogni modo per non essere niente “progressisti, democratici bla bla”. Si trova a dover costatare l’impossibilità di ogni dibattito sano tra battaglie ornamentali e mito del dio fatti il culo, mentre qualcuno dopo aver smontato la rappresentanza e benedetto la gerontocrazia si avvicina a porgerci come margherita della palingenesi il voto ai sedicenni .A 28 anni da quel Raphael ,che non ha condotto a nulla, ma anzi ha distrutto una cultura secolare, dovremmo iniziare a parlare seriamente di come il socialismo e la sinistra possano esistere e cambiare la vita, combattere la miseria e garantire diritti per l’oggi e per chi ai tempi Raphael non era neanche nato.Al Rapahael non c’era il meglio, c’era tanta rabbia cavalcata senza orizzonte.

Jacopo Nannini

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