PIGLIO, PSI E FGS DICONO NO AL 5G

Il mondo in una mano, ma nella mano di chi?

Partiamo con il capire cos’è l’inquinamento elettromagnetico chiamato anche “elettrosmog”.
Il fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico è legato alla generazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici artificiali, cioè non attribuibili al naturale come il fondo terrestre, o ad eventi naturali, o al campo elettrico generato da un fulmine.

I campi elettromagnetici, come ad esempio gli impianti radio-TV e quelli per la telefonia mobile, si propagano sotto forma di onde elettromagnetiche, per le quali viene definito un parametro, detto frequenza, che indica il numero di oscillazione che l’onda elettromagnetica compie in un secondo. L’unità di misura della frequenza è l’Hertz (1 Hz equivale a un’oscillazione al secondo): Sulla base della frequenza viene effettuata una distinzione tra: 

-inquinamento elettromagnetico a bassa frequenza nel quale rientrano i campi generati dagli elettrodotti che emettono campi elettromagnetici a 50 Hz. 

-inquinamento elettromagnetico generato da campi ad alta frequenza nel quale rientrano i campi generati dagli impianti radio-TV e di telefonia mobile. 

Le radiazioni molto intense di bassa frequenza possono provocare impulsi nervosi e contrazioni muscolari involontarie. Le radiazioni intense ad alta frequenza possono provocare un surriscaldamento dei tessuti. Questi sono alcuni effetti sinora accertati dell’inquinamento elettromagnetico.

Diversi studi forniscono tuttavia indicazioni sul fatto che in caso di una debole esposizione alle radiazioni ci siano degli effetti biologici.
Alcuni esperimenti con radiazioni deboli di bassa frequenza hanno, ad esempio, riscontrato un impatto sul comportamento, sulle facoltà di apprendimento e sul sistema ormonale degli animali e sulla crescita delle piante.
Alcune anomalie sono state riscontrate analizzando le aree verdi della Lombardia, aree ad alta concentrazione di antenne di ricezione base della telefonia mobile. In particolare si è notato un rallentamento della crescita dell’erba e dei cespugli di alloro e di lauro. Per quanto riguarda il regno animale, invece, si è notato che alcuni molluschi, per esempio, assorbono le onde prodotte dai campi magnetici.
Inoltre, i piccioni possono perdere la loro abilità di navigare se vengono esposti a forti campi elettromagnetici prima di essere liberati per il volo e sembra anche che gli uccelli vengano confusi da campi esterni durante il volo in stormi.

Per quanto riguarda l’uomo, alcuni scienziati sovietici hanno evidenziato che i campi elettromagnetici alla frequenza tra i 30 MHz e i 300 GHz possono intaccare il sistema circolatorio nell’uomo e la pressione sanguigna. Nel Maggio 2011 la IARC e alcuni anni dopo l’OMS hanno qualificato i campi elettromagnetici a radiofrequenze come possibile. causa dell’aumento del rischio di sviluppare un tumore maligno al cervello.
Nell’inquinamento elettromagnetico ne fa e farà parte anche il 5G. Proprio per questo il PSI (Partito Socialista Italiano) e la FGS (Federazione Giovani Socialisti), dicono NO al 5G. Il PSI sezione di Piglio e i Giovani Socialisti del circolo Nenni  prendono posizione contro l’installazione di questa tecnologia di comunicazione di quinta generazione.

Cosa è il 5G? Il 5G è la rete di nuova generazione che andrà a superare l’attuale 4G. Detta così si potrebbe pensare che sia solo un fatto di velocità di connessione. In realtà c’è molto di più. Il 5G permetterà di usare la rete mobile per tutta una serie di servizi che finora sono stati appannaggio di altri mezzi. Questa tecnologia di quinta generazione dovrebbe soppiantare in futuro anche le attuali connessioni di fibra. Niente più modem da collegare alla rete telefonica. Sarà la vera e propria era dei dispositivi sempre connessi. Ma questa è una buona cosa per gli esseri umani, per la flora e per la fauna? Vediamo quali rischi andremo ad incontrare con il 5G. Il 5G, rispetto alle reti delle precedenti generazioni, usa le nuove frequenze a onde millimetriche.
Questo ci permetterà di scaricare video in altissima qualità e a velocità ultraelevata.
Queste beneficienze però, le pagherà la nostra salute e il pianeta. Infatti le nuove frequenze devono creare delle celle, molto piccole e molto più numerose nelle nostre città. Il problema, secondo chi sostiene la pericolosità del 5G per la salute e non solo, sarebbe proprio la frequenza delle onde elettromagnetiche impiegate dalla rete di quinta generazione, che è più elevata rispetto alle reti 2G, 3G e 4G, corrispondenti a lunghezza d’onda dell’ordine de millimetro o poco meno. Trasportando più energie, quindi, la rete 5G causerebbe effetti negativi sull’uomo. Ma non è finita qui: Si teme anche che l’enorme numero di micro-antenne, necessarie per far si che le onde del 5G arrivino ai nostri dispositivi, ci porti a vivere a strettissimo contatto con le radiazioni.
Queste reti potrebbero influire sulla nostra qualità del sonno e danneggiare la fauna selvatica. Si sostiene anche che possa rendere le persone sterili ed esporle maggiormente ai tumori.
Un problema che preoccupa tutti in questo periodo è anche il taglio degli alberi perché ostacolano il 5G. C’è chi dice che è vero e chi smentisce questa teoria. In effetti ci sono però delle prove, che questa notizia potrebbe essere più che vera. Infatti, a quanto pare, gli alberi soprattutto quelli più alti, impediscono una buona irradiazione del segnale 5G. Infine, per riassumere tutto in modo più semplice, questa tecnologia di quinta generazione ha due aspetti principali molto preoccupanti: la SALUTE e l’INQUINAMENTO, due fenomeni che purtroppo si ripercuotono su tutto quello che ci circonda.
Proprio per questo, il PSI e la FGS, hanno deciso di prendere questa posizione per quanto riguarda il 5G. Abbiamo preso questa dura posizione, perché a noi sta a cuore la salute di tutti i cittadini e soprattutto ci sta a cuore il nostro pianeta, nonché la nostra casa. 

SEMPRE AVANTI.

di Samuele Celletti

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