Osservatorio decoro urbano: la fontana Livio de Carolis 

La tutela del patrimonio storico-artistico non può e non deve essere un optional. Ogni Amministrazione, indipendentemente dal colore politico, ha il dovere di continuare a mantenere e migliorare ciò che di bello in precedenza è stato doverosamente fatto.

Purtroppo, in questi cinque anni ho assistito ad un continuo ritorno al degrado di uno dei pochi monumenti storici che questa città ha conservato nel corso dei secoli: la Fontana “Livio de Carolis”

Per chiarire meglio l’importanza di questa Fontana, è opportuno descriverne brevemente il valore storico ed artistico. Realizzata nel 1711 daLivio de Carolis, marchese di Prossedi, è stata attribuita all’ArchitettoAlessandro Specchi dalla Prof.ssa Floriana Sacchetti dopo approfondite ricerche per la realizzazione del libro, dall’alto spessore scientifico e storico, intitolato: 1711 – 2011 La “Fontana de Carolis” – Storia e Restauro. Come incisore lo Specchi si formò nella “bottega” dell’architetto e scultore Carlo Fontana; come architetto non poteva non restare influenzato dalla scuola dei due grandi architetti del periodo: Bernini e Borromini. La sua prima opera fu la sistemazione urbanistica del Porto di Ripetta e proprio dalle colonne che si innalzavano ai lati dell’emiciclo di quest’opera si è potuto attribuire a lui la realizzazione della Fontana de Carolis: tra le sue opere ora è citata anche questa (vedi Wikipedia alla voce “Alessandro Specchi”).

Nell’introduzione di questo libro è riportata una bellissima frase di Daniel Barenboim che racchiude tutto il significato di un bene storico: “Ogni grande opera d’arte ha due facce: una per il proprio tempo e una per il futuro, per l’eternità.”
La valorizzazione di un bene attraverso la conservazione, non solo permette a tutti di conoscere le testimonianze artistiche e monumentali del proprio territorio, ma rafforza, soprattutto nei giovani, il concetto di importanza della tutela del patrimonio storico per non disperdere le radici da cui proveniamo.

Ed è in questa ottica che si inserì il primo vero restauro conservativo della storica Fontana “Livio de Carolis”, realizzato nell’àmbito del progetto “Giardini in Città” – di cui l’attuale Amministrazione ha fatto, anche in questo caso volutamente ed artatamente, perdere le tracce – attraverso l’intervento di Sponsor privati, grazie ai quali si raccolsero i 73mila euro necessari e regolarmente versati nelle casse comunali. Sponsor che non avevano alcun obbligo nei confronti della città ma solo una grande sensibilità verso il patrimonio pubblico.

Il restauro di questa fontana monumentale ha avuto un valore esemplare per la sinergia degli Enti coinvolti, pubblici e privati, che contribuirono per un unico obiettivo: rendere fruibile dalla collettività un bene architettonico che fa parte della storia non solo di Frosinone ma di tutta la Regione, per il carattere religioso e devozionale che riveste. Ha visto la partecipazione di molti studenti del Liceo Artistico “A.G.Bragaglia” sia nella realizzazione di opere pittoriche consegnate a tutti gli sponsor, sia nella partecipazione sul campo finalizzata all’apprendimento di tecniche di restauro.

Grazie a quanti resero possibile questo restauro, nel dicembre del 2007l’Amministrazione Comunale restituì alla Città una fontana degna di essere definita da quel momento “monumento storico”. E nell’ottica di “conoscere per tutelare”, l’Amministrazione Comunale predispose, nello spazio antistante la fontana, un percorso conoscitivo del monumento, installandoquattro paline che illustrano brevemente la storia del sito e le varie fasi del restauro, compresa la riqualificazione dello spazio a verde circostante. Grazie a questo restauro poi, all’interno della fontana venne realizzato unsistema di ricircolo d’acqua che ha permesso e permette ancora di risparmiare milioni di metri cubi di acqua potabile che prima si disperdevano nell’ambiente gravando sulle tasche dei cittadini.

Ho ritenuto opportuno ripercorrere le fasi salienti di questa opera, apparentemente semplice nella realizzazione, per riportare all’attenzione di tutti che un bene pubblico appartiene ad ognuno di noi e che tutti, in primis l’Amministrazione Comunale, dovrebbero esserne i principali tutori.

Nel volume citato all’inizio sono state scritte persino le “regole” da rispettare per la manutenzione secondo i dettami della Sovrintendenza e mai applicate nel corso di questi anni. Avrei preferito non dover evidenziare l’ovvio, anzi, non parlarne affatto, perché avrebbe significato vederla ancora oggi bella come nel 2007.

Purtroppo così non è: la tazza centrale (kantharos) è di nuovo ricoperto da un evidentissimo strato di degrado; il cocciopesto che rivestiva la vasca si sta sbriciolando; gli zampilli non esistono più. Volutamente, e lo sottolineo, non si è mai rivolta l’attenzione a questa fontana; volutamente perché sarebbero bastate pochissime migliaia di euro all’anno – tra l’altro…finanziabili dagli stessi sponsor – per non farla ritornare nel degrado.

Allo stato attuale, ci vogliono molto di più di poche migliaia di euro: questo significa aver gettato al vento 73 mila euro, non aver avuto rispetto degli sponsor, della storia, del bene pubblico e, soprattutto, non aver avuto rispetto dei cittadini. Mi auguro che chi andrà ad amministrare questa città faccia tesoro di quanto scritto e riporti questa fontana come era nel 2007.

Cercare sponsor non è affatto facile, ma non è neanche impossibile: lo so, richiede tempo, abnegazione, passione e soprattutto volontà. Se tornerò in Consiglio Comunale, ricomincerò daccapo, nonostante la rabbia e l’amarezza accumulata in questi cinque anni di assenza.

Gerardina Morelli, già Consigliere Comunale dal 2002 al 2012

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