Il restauro del “Tiravanti”, una storia recente ma con un lungo passato.

Frosinone, il Palazzo Tiravanti su Wikipedia.
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Questo imponente edificio fu realizzato come sede delle scuole elementari, su progetto dell’ingegner Edgardo Vivoli, «sullo sperone verdeggiante del colle Belvedere in vista della ridente pianura» e fu dedicato alla Medaglia d’oro Pietro Tiravanti, caduto in Libia nel corso della prima guerra mondiale. Di architettura classica, è stato uno dei primi palazzi in Italia di queste dimensioni ad essere costruito in cemento armato antisismico; l’opera, pensata fin dal 1871, fu resa possibile grazie ai finanziamenti giunti a seguito del terremoto della Marsica del 1915: iniziata a gennaio 1925, vide la sua ultimazione il 15 giugno 1929.
Il palazzo si sviluppa su 4 piani negli avancorpi laterali e 3 piani nella parte centrale, con 52 vani, 14 corridoi e 2 vani scala; per le sue dimensioni, che lo rendono inconfondibile nel panorama cittadino, il Tiravanti è noto in città anche come l'”Edificio”.

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Un progetto di recupero conservativo del palazzo, voluto dall’amministrazione comunale, è stato finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Il 6 dicembre 2014 è diventato sede dell’Accademia di belle arti di Frosinone, a seguito di un restauro finanziato dalla Banca Popolare Del Cassinate. Il 1º marzo 2015 vi apre all’interno il Maca, il Museo di Arte Contemporanea dell’Accademia di Belle Arti.
Se cercate Frosinone su Wikipedia, scendendo alla voce “Palazzo Pietro Tiravanti”, troverete la descrizione che ho appena trascritto e dove, volutamente, ho lasciato il numero 26 dentro la parentesi quadrata alla voce “Palazzo Pietro Tiravanti”. Questo numeretto rimanda alla voce “ ^ a b c Comune di Frosinone – Edificio Storico Pietro Tiravanti, comune.frosinone.it. URL consultato il 5 maggio 2011.”
Cliccando su questa voce, si apre il sito web del Comune di Frosinone con la dicitura “Non sei autorizzato ad accedere al contenuto di questa sezione”.

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Con tutta l’onestà intellettuale che mi appartiene e che mi ha sempre accompagnata nella vita, faccio un plauso sincero all’attuale Amministrazione per aver trasferito in questo prestigioso edificio la sede dell’Accademia di Belle Arti, un fiore all’occhiello di questa Città, che rischiava di trasferirsi a Roma.
Mi dispiace soltanto, ma molto, che nell’annunciare la bella, dovuta e doverosa scritta “Accademia di Belle Arti” sulla facciata dell’Edificio (nome con cui è sempre stato definito il palazzo), non sia stato minimamente citato quanto era stato fatto dalla precedente amministrazione, eppure gli attuali amministratori erano in Consiglio Comunale in quegli anni, ma li ringrazio di avermi dato lo spunto per ricordare che: grazie alla partecipazione ad un concorso bandito dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena per il restauro della facciata, dalle ricerche storiche prodotte per questa finalità, emerse che l’Edificio era stato realizzato con i finanziamenti giunti a seguito del terremoto della Marsica del 1915. Fino a quel momento c’era la convinzione che il palazzo fosse stato donato e destinato solo come sede della Scuola Elementare. Questo è sicuramente il motivo principale grazie al quale oggi l’Accademia può usufruire di questa prestigiosa sede.

Nel 2010, grazie ai fondi ottenuti dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, si iniziò il restauro della facciata partendo dai sottosistemi del terrazzo che si trova alla fine della scalinata della facciata venne restaurato anche il busto a “Pietro Tiravanti”. Con la terza tranche di finanziamenti, pari a 100mila euro, nel 2013 si sarebbe dovuto procedere al restauro di tutte le finestre ma l’attuale amministrazione non ha ritenuto opportuno usufruire di quei fondi. In foto, alcune pagine della relazione (realizzata prima in PowerPoint, poi su carta, e costata tante ore di lavoro e di ricerche da parte di chi scrive) che si trova presso la sede comunale insieme al progetto esecutivo dell’Arch. Antonietta Di Lalla.

Se quello di oggi è un giusto vanto dell’attuale Amministrazione, quello di ieri è stato certamente il lavoro propedeutico per questo vanto!
A volte basterebbe solo un po’ di umiltà per riconoscere ciò che di buono hanno saputo fare anche altri, portarlo avanti e migliorarlo. Questo è il mio concetto di buona amministrazione, indipendentemente dal colore politico.
Diceva il grande Michelangelo: “L’esperienza ha poco da insegnare se non viene vissuta con umiltà.”

 

Gerardina Morelli

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