Lo “sfratto” dell’Agrario – atto secondo

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Alcuni mesi fa, i lavori di ristrutturazione in corso presso la sede vicina alla Monti Lepini hanno costretto gli studenti dell’Agrario a trasferirsi momentaneamente presso la sede di viale Roma. Fin qui nulla di strano, il problema è che, a quanto pare, i lavori di ristrutturazione ed ampliamento dell’edificio che ospita l’Istituto si sono prolungati oltre i tempi stabiliti inizialmente. I lavori, iniziati nel 2011, sarebbero dovuti terminare nel 2013, ma, ad oggi, sono ancora in corso. Nella sede temporanea di Viale Roma gli studenti sono ospitati in aule arrangiate che, avendo diversi problemi strutturali, ostacolano il regolare svolgimento delle attività didattiche. La nuova sede, tra l’altro, essendo carente delle strutture per le esercitazioni pratiche non permette agli studenti di svolgere le attività di laboratorio necessarie a maturare alcune competenze richieste dal percorso formativo.

Gli studenti dell’Agrario, dopo diverse proteste e dopo aver organizzato un grande sciopero davanti all’amministrazione provinciale, lo scorso quattro febbraio, sono riusciti ad ottenere un incontro con il presidente della Provincia Pompeo. Dall’incontro, al quale ho partecipato anche io in qualità di rappresentante del tavolo permanente sull’edilizia scolastica, è emerso che il rallentamento dei lavori era stato provocato da importanti problemi di natura tecnica ed amministrativa con la ditta di costruzioni. Il presidente della provincia, insieme con i tecnici dell’ente, si è assunto l’impegno di sollecitare la ditta a riprendere immediatamente i lavori, seguendo un nuovo cronoprogramma, inoltre, ha dichiarato che alla ditta sarebbe stata concessa una nuova proroga dei lavori con scadenza il 4 aprile 2016. Se i lavori non fossero stati terminati entro quella data la Provincia avrebbe rescisso il contratto e affidato i lavori ad un altra ditta. I rappresentanti degli studenti erano anche stati invitati ad ulteriori incontri nelle settimane successive per monitorare, insieme ai tecnici della Provincia, l’andamento dei lavori.

Siamo al 23 di maggio, ben 49 giorni dopo la fatidica scadenza del 4 aprile. Che cosa è successo? Nulla! Da quel che ci risulta i rappresentanti degli studenti non sono stati più convocati dalla Provincia e i lavori non sono stati ancora terminati, forse, addirittura, non sono mai ricominciati! Fino ad ora nessuno ha avuto il piacere di parlare con il RUP, il responsabile unico del procedimento, che è la figura che conosce più di tutti la storia, le dinamiche e le caratteristiche del rapporto tra l’ente e la ditta a cui viene affidato l’appalto. Questa importante figura ci saremmo aspettati di vedere lo scorso 4 aprile all’incontro con i rappresentanti, non i rappresentanti della task force spedita dal ministero, che, al di là del nome altisonante, poco ci potevano dire di quello che è veramente successo con la ditta che si occupa dei lavori.

Visti gli enormi ritardi accumulati, vista la mancanza di alcuni personaggi chiave, viste le mancate convocazioni dei rappresentanti, visto, soprattutto, il silenzio della Provincia, cosa dobbiamo pensare? Che ci sia malafede? Che invece degli interessi degli studenti si stanno tutelando altri interessi? Crediamo e speriamo che non sia così, ma questi dubbi farebbe bene ad allontanarli proprio l’amministrazione provinciale.

Daniele Riggi, segretario provinciale FGS

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