#Sindacoripensaci

Il sindaco Nicola Ottaviani, a nostro parere, non ha compreso il significato e l’importanza delle proteste che ci sono state nell’ultimo consiglio comunale. Le associazioni che hanno manifestato contro la cementificazione delle Terme Romane, infatti, non sono di certo composte da “scriteriati” o da professionisti della guerriglia ma da cittadini pacifici, che rappresentano e sostengono quella che oggi è l’opinione diffusa tra gli abitanti di questa città: le Terme Romane sono un patrimonio archeologico, che va difeso dalla speculazione del cemento.

Invece di limitarsi a criminalizzare quanto è avvenuto in consiglio comunale, il sindaco dovrebbe chiedersi come mai, con le sue scelte, sia riuscito nell’impresa di scatenare una protesta popolare di tali proporzioni, in una città storicamente caratterizzata dalla scarsa partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e politica. Purtroppo però, sulla base di quanto ha dichiarato nell’ultima intervista, abbiamo capito che anche questa volta, piuttosto che fare un passo indietro, preferisce usare la tattica: cambiare le carte in tavola , scambiare le cause con gli effetti, per disorientare l’opinione pubblica, facendo perdere di vista il punto centrale della discussione.

La causa delle tensioni e delle proteste che investono il consiglio comunale, non solo l’ultimo ma quasi tutti quelli che si sono svolti negli ultimi tre anni, non sono di certo i cittadini, bensì le scelte scellerate di questa amministrazione. Una su tutte: portare all’esasperazione gli ex lavoratori della Multiservizi. La rabbia dei cittadini è, quindi, l’effetto di queste scelte e non di certo la causa di quello che sta accadendo, come si vuol far credere. Tra l’altro, le proteste sono state giudicate come un attacco alla democrazia da un’amministrazione che ha dimostrato di avere gravi deficit di democrazia al suo interno ma anche nella gestione della cosa pubblica.

Il sindaco che oggi denuncia i tentativi di condizionamento delle associazioni nei confronti dei consiglieri comunali è lo stesso che da anni mortifica il ruolo del consiglio comunale, oramai esautorato delle sue funzioni, e dei consiglieri. Lo stesso che ha un rapporto ambiguo e conflittuale con la sua maggioranza, sempre più irritata dalla scarsa condivisione delle scelte e dalla protervia con cui queste vengono imposte. Lo stesso che  preferisce lo scontro frontale, la polarizzazione estrema delle posizioni piuttosto che il confronto e la mediazione con le forze di opposizione, le associazioni e i cittadini. 

Provocare le associazioni con dei ricatti per risolvere la questione è una scelta pericolosa e senza vie d’uscita. Per arginare le tensioni e scongiurare il possibile verificarsi di gesti estremi l’unica strada da percorrere è quella del confronto democratico. Se invece il sindaco non vuole il confronto con le associazioni, perché è convinto che esse non rappresentino l’opinione dei frusinati, ma un manipolo di provocatori che racconta bugie su questa vicenda, allora dimostri alla città che ha ragione: interpelli direttamente i cittadini di Frosinone sul fatto che sia opportuno o meno costruire sull’area delle Terme Romane.

In una democrazia la consultazione popolare è un passaggio obbligato quando si devono prendere decisioni rilevanti e difficili all’interno di una comunità. Siccome le terme romane sono un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini è giusto che sia la città ad esprimersi. Caro sindaco, siccome ti riteniamo una persona intelligente oltreché uno stimato professionista, ci aspettiamo, dunque, un cambio di rotta, per salvare il patrimonio archeologico della nostra città, ma anche la tua reputazione, perché non pensiamo che tu voglia passare alla storia come il sindaco che ha sepolto le Terme Romane di Frosinone . Per questo ti chiediamo: “Sindaco ripensaci !”

Daniele Riggi, coordinatore provinciale dei giovani socialisti

Simone Campioni, coordinatore cittadino dei giovani

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