Federazione Giovani Socialisti : dissenso e preoccupazione per la crociata anti ddl Zan a Ceccano

Esprimiamo dissenso e preoccupazione per la mobilitazione mediatica più che concreta di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale a Ceccano, nel bel mezzo della seconda fase dell’iter parlamentare del DDL zan a palazzo Madama.

Cioè che condanniamo, oltre alla prevedibile e ovvia levata di scudi del partito della Meloni che da tempo ha un chiaro orizzonte di “valori “ improntanti al conservatorismo e al mancato rispetto per le minoranze , è l’atteggiamento frontale del Sindaco Caligiore e della Amministrazione comunale . Oltre ad essere uomini di partito, sono amministratori locali con funzioni di rilevanza costituzionale e reputiamo profondamente sbagliato che sbandierino questa campagna ridicolizzando la comunità LGBT con una grafica che raffigura un bavaglio arcobaleno, persone quotidianamente esposte ai pregiudizi e alla violenza di un Paese impreparato 

Una cosa è esprimere la propria opinione nel pluralismo democratico, altra sbandierare da ruoli istituzionali queste pseudo-battaglie per la libertà  (fa sorridere il piagnisteo per la libertà dagli eredi di Almirante ).

Esortiamo allora il sindaco e l’Intera amministrazione di Ceccano al vero pluralismo, organizziamo magari un dibattito aperto, democratico e regolato con imparzialità affinché si possano veramente affrontare temi come questo senza stucchevoli crociate dell’ignoranza 

Purtroppo Ceccano e il vento di una forte destra radicale, in una città storica roccaforte della lotta per I diritti sociali e civili , ultimamente è costante teatro di un laboratorio politico reazionario e capace di mostrare il peggio del dibattito politico .  

Jacopo Nannini – Federazione dei Giovani Socialisti 

Federazione Giovani Socialisti : dissenso e preoccupazione per la mobilitazione anti ddl Zan a Ceccano

Esprimiamo dissenso e preoccupazione per la mobilitazione mediatica più che concreta di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale a Ceccano, nel bel mezzo della seconda fase dell’iter parlamentare del DDL zan a palazzo Madama.Cioè che condanniamo, oltre alla prevedibile e ovvia levata di scudi del partito della Meloni che da tempo ha un chiaro orizzonte di “valori “ improntanti al conservatorismo più becero e al mancato rispetto  delle  minoranze , è l’atteggiamento frontale del Sindaco Caligiore e della Amministrazione comunale . Oltre ad essere uomini di partito, sono amministratori locali con funzioni di rilevanza costituzionale e reputiamo profondamente sbagliato che sbandierino questa campagna, ridicolizzando la comunità LGBT con una grafica che raffigura un bavaglio arcobaleno, quando si tratta di persone quotidianamente esposte ai pregiudizi e alla violenza di un Paese impreparato .Una cosa è esprimere la propria opinione nel pluralismo democratico, altra sbandierare da ruoli istituzionali queste pseudo-battaglie per la libertà  (fa sorridere il piagnisteo per la libertà dagli eredi di Almirante ).Esortiamo allora il sindaco e l’Intera amministrazione di Ceccano al vero pluralismo, organizziamo magari un dibattito aperto, democratico e regolato con imparzialità affinché si possano veramente affrontare temi come questo senza stucchevoli crociate dell’ignoranza 
Purtroppo a Ceccano soffia il vento di una forte destra radicale, in una città storica roccaforte della lotta per I diritti sociali e civili , ed ultimamente è costante teatro di un laboratorio politico reazionario e capace di mostrare il peggio del dibattito politico .
Jacopo Nannini- Federazione dei Giovani Socialisti di Frosinone 

Ventotto anni dopo le monetine al Raphael

Ventotto anni fa davanti al Raphael non c’era la voglia di cambiare o il desiderio di una nuova politica. Se c’erano questi sentimenti, erano largamente minoritari. C’era l’ira, la bile infuocata del fascismo delle forche e dei fascisti (i finti limpidissimi missini ad aizzare), l’avvelenamento dei pozzi che ha travolto tutto lasciando una landa desolata. Il partito nordico che brandiva il cappio in aula mentre i dirigenti si erigevano a salvatori della Patria , oggi è il ” partito della nazione” pullulante di malaffare e con opinabili legami internazionali, avvinghiati al più sporco capitale straccione.I figli di Grillo, eredi dei Padri Penati dalle Mani Pulite e nati in nome della pulizia morale che doveva spazzare via il malaffare, sono il primo partito in Parlamento e hanno cambiato in 3 anni le loro posizioni dicendo tutto e il contrario di tutto. Da sovranisti a salvatori dell’Euro, da movimento del popolo a Balena Bianca malconcia, da Trumpisti a Bideniani passando per l’incensare cariatidi imbevute di un ancestrale doroteismo come capetti dei Progressisiti. E alla fine chiedono sulla via di Canossa garantismo per il figliol prodigo, offendendo donne di ogni età degradando l’orrore dello stupro a una ragazzata.Nel frattempo, a quasi trent’anni da quelle monetine lanciate, il giustizialismo ha pervaso ogni piccolo poro della cute Italica. Ma con un piccolo inconveniente : non ha mai fatto giustizia né civile tantomeno sociale..Al Raphael la mia generazione non era nata, tantissimi grazie a dio (o purtroppo) lo conoscono casualmente come albergo al centro di Roma e non per i suoi eventi. Ma la mia generazione a 28 anni da quel Raphael si trova a dover osservare chi vuole lanciare ancora monetine in nome del dio giustizialismo o chi crede ancora alle favole del chiamarsi in ogni modo per non essere niente “progressisti, democratici bla bla”. Si trova a dover costatare l’impossibilità di ogni dibattito sano tra battaglie ornamentali e mito del dio fatti il culo, mentre qualcuno dopo aver smontato la rappresentanza e benedetto la gerontocrazia si avvicina a porgerci come margherita della palingenesi il voto ai sedicenni .A 28 anni da quel Raphael ,che non ha condotto a nulla, ma anzi ha distrutto una cultura secolare, dovremmo iniziare a parlare seriamente di come il socialismo e la sinistra possano esistere e cambiare la vita, combattere la miseria e garantire diritti per l’oggi e per chi ai tempi Raphael non era neanche nato.Al Rapahael non c’era il meglio, c’era tanta rabbia cavalcata senza orizzonte.

Jacopo Nannini

Giovani, Enti locali e rappresentanza

Giovani socialisti : modificare la Legge Delrio sulle elezioni provinciali senza demagogia inutile sulla rappresentanza.

Il referendum costituzionale dello scorso settembre, già dolosamente gettato nel dimenticatoio da tutti coloro che hanno partecipato alla “fiera del taglio, ha rappresentato uno spartiacque chiarissimo fra chi vuole picconare gli spazi di democrazia rappresentativa nel Paese inventando la balla del risparmio di quattro lire e chi vuole difendere il ruolo della rappresentanza .
Ma l’equazione taglio degli spazi assembleari e di rappresentanza uguale risparmio viene da lontano, da ormai un ventennio di forsennata propaganda tesa a svilire questo aspetto della democrazia che in combinato disposto con leggi elettorali con liste bloccate e candidature confezionate ad hoc da pochi notabili, esautorazione del valore di comunità dei partiti e abolizione del finanziamento pubblico , consegnano alle nuove generazioni un ingresso nella politica sempre più simile al paesaggio lunare.
Fra le molte riforme su questa cresta dell’onda c’è anche la Delrio del 2014, che trasforma in uno stranissimo Minotauro le province, non rendendo più eleggibile ai cittadini consiglio e presidente, bensì riducendo tutto l’elettorato attivo e passivo ai consiglieri comunali e sindaci in un conclave paranormale.
In un evento pubblico trasmesso in diretta facebook , con la presenza tra i relatori di esponenti locali e nazionali della giovanile e del partito e con un contributo anche del Presidente della Provincia Antonio Pompeo, affrontiamo con chiarezza la sofferenza della democrazia rappresentativa nel Paese e la necessità di porre subito rimedio alla Legge Delrio considerando la centralità di un ente intermedio fra comune e Regione, anche nell’ottica della imminente gestione decentrata delle risorse del Recovery Plan.
Come giovani socialisti sentiamo il dovere di combattere senza frontiere lo specchio per le allodole che risiede nel taglio della democrazia in nome del risparmio di pochi spicci


Federazione Giovani Socialisti Frosinone – Circolo Pietro Nenni

Giustizia e libertà

Non dobbiamo limitarci a dire “un abbraccio a Bassolino” e tutto finisce qui dopo 19 assoluzioni. Troppi nomi inghiottiti in un vortice giustizialista, troppi cancellati da processi giornalistici (quasi mai giudiziari) per poi accorgersi dell’infondatezza di tutto alla fine della salita.

Su questa semplificazione, su questo odio che vomita urla di arresti ovunque mentre la criminalità nascosta affonda vere e profonde radici tentacolari nella società.
Arresti e processi come puri agnelli sacrificali per nascondere sistemi di malaffare e oppressione che restano saldi e rafforzati da una giustizia che si celebra ormai solo sulla stampa.

A sinistra non dobbiamo avere rossore in volto quando parliamo di un sistema mediatico-giudiziario affannato, non dobbiamo vergognarci di dire che non possono essere legittimate nel silenzio voragini che risucchiano in una finta gara di moralità dozzine di persone che fanno politica.

Oltre ad abbracciare virtualmente Antonio Bassolino, andrebbero abbracciati nei fatti cambi di passo coraggiosi per superare questi tritacarne, superando i limiti del sistema giudiziario e ristabilendo un clima in cui la gara a fare i puri non sia unico metro di giudizio di una politica troppo dedita all’avanspettacolo.

E per ora non ha senso “abbracciare” Bassolino e accettare a capo chino lo scempio della prescrizione, un ministro come bonafede, l’osannare personaggi come Travaglio e la cricca che lo segue … e tutto ciò che nulla ha a che vedere con il contrastare le sciagure e la vergogna di intere vite distrutte .

Combattere per una giustizia giusta è dovere a sinistra, allontanando il fanatismo giacobino di un giustizialismo bifolco e fuori
dal tempo, per rompere quelle radici profonde che legano lo spettacolo mediatico-giudiziario all’impossibilità di affrontare seriamente i drammi radicali e permeanti nella società

Pochi “campanelli” si sono sentiti, come quello dell’ex ministro Andrea Orlando, ma ancora pochi e contraddittori per una questione così grande.

PIGLIO, PSI E FGS DICONO NO AL 5G

Il mondo in una mano, ma nella mano di chi?

Partiamo con il capire cos’è l’inquinamento elettromagnetico chiamato anche “elettrosmog”.
Il fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico è legato alla generazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici artificiali, cioè non attribuibili al naturale come il fondo terrestre, o ad eventi naturali, o al campo elettrico generato da un fulmine.

I campi elettromagnetici, come ad esempio gli impianti radio-TV e quelli per la telefonia mobile, si propagano sotto forma di onde elettromagnetiche, per le quali viene definito un parametro, detto frequenza, che indica il numero di oscillazione che l’onda elettromagnetica compie in un secondo. L’unità di misura della frequenza è l’Hertz (1 Hz equivale a un’oscillazione al secondo): Sulla base della frequenza viene effettuata una distinzione tra: 

-inquinamento elettromagnetico a bassa frequenza nel quale rientrano i campi generati dagli elettrodotti che emettono campi elettromagnetici a 50 Hz. 

-inquinamento elettromagnetico generato da campi ad alta frequenza nel quale rientrano i campi generati dagli impianti radio-TV e di telefonia mobile. 

Le radiazioni molto intense di bassa frequenza possono provocare impulsi nervosi e contrazioni muscolari involontarie. Le radiazioni intense ad alta frequenza possono provocare un surriscaldamento dei tessuti. Questi sono alcuni effetti sinora accertati dell’inquinamento elettromagnetico.

Diversi studi forniscono tuttavia indicazioni sul fatto che in caso di una debole esposizione alle radiazioni ci siano degli effetti biologici.
Alcuni esperimenti con radiazioni deboli di bassa frequenza hanno, ad esempio, riscontrato un impatto sul comportamento, sulle facoltà di apprendimento e sul sistema ormonale degli animali e sulla crescita delle piante.
Alcune anomalie sono state riscontrate analizzando le aree verdi della Lombardia, aree ad alta concentrazione di antenne di ricezione base della telefonia mobile. In particolare si è notato un rallentamento della crescita dell’erba e dei cespugli di alloro e di lauro. Per quanto riguarda il regno animale, invece, si è notato che alcuni molluschi, per esempio, assorbono le onde prodotte dai campi magnetici.
Inoltre, i piccioni possono perdere la loro abilità di navigare se vengono esposti a forti campi elettromagnetici prima di essere liberati per il volo e sembra anche che gli uccelli vengano confusi da campi esterni durante il volo in stormi.

Per quanto riguarda l’uomo, alcuni scienziati sovietici hanno evidenziato che i campi elettromagnetici alla frequenza tra i 30 MHz e i 300 GHz possono intaccare il sistema circolatorio nell’uomo e la pressione sanguigna. Nel Maggio 2011 la IARC e alcuni anni dopo l’OMS hanno qualificato i campi elettromagnetici a radiofrequenze come possibile. causa dell’aumento del rischio di sviluppare un tumore maligno al cervello.
Nell’inquinamento elettromagnetico ne fa e farà parte anche il 5G. Proprio per questo il PSI (Partito Socialista Italiano) e la FGS (Federazione Giovani Socialisti), dicono NO al 5G. Il PSI sezione di Piglio e i Giovani Socialisti del circolo Nenni  prendono posizione contro l’installazione di questa tecnologia di comunicazione di quinta generazione.

Cosa è il 5G? Il 5G è la rete di nuova generazione che andrà a superare l’attuale 4G. Detta così si potrebbe pensare che sia solo un fatto di velocità di connessione. In realtà c’è molto di più. Il 5G permetterà di usare la rete mobile per tutta una serie di servizi che finora sono stati appannaggio di altri mezzi. Questa tecnologia di quinta generazione dovrebbe soppiantare in futuro anche le attuali connessioni di fibra. Niente più modem da collegare alla rete telefonica. Sarà la vera e propria era dei dispositivi sempre connessi. Ma questa è una buona cosa per gli esseri umani, per la flora e per la fauna? Vediamo quali rischi andremo ad incontrare con il 5G. Il 5G, rispetto alle reti delle precedenti generazioni, usa le nuove frequenze a onde millimetriche.
Questo ci permetterà di scaricare video in altissima qualità e a velocità ultraelevata.
Queste beneficienze però, le pagherà la nostra salute e il pianeta. Infatti le nuove frequenze devono creare delle celle, molto piccole e molto più numerose nelle nostre città. Il problema, secondo chi sostiene la pericolosità del 5G per la salute e non solo, sarebbe proprio la frequenza delle onde elettromagnetiche impiegate dalla rete di quinta generazione, che è più elevata rispetto alle reti 2G, 3G e 4G, corrispondenti a lunghezza d’onda dell’ordine de millimetro o poco meno. Trasportando più energie, quindi, la rete 5G causerebbe effetti negativi sull’uomo. Ma non è finita qui: Si teme anche che l’enorme numero di micro-antenne, necessarie per far si che le onde del 5G arrivino ai nostri dispositivi, ci porti a vivere a strettissimo contatto con le radiazioni.
Queste reti potrebbero influire sulla nostra qualità del sonno e danneggiare la fauna selvatica. Si sostiene anche che possa rendere le persone sterili ed esporle maggiormente ai tumori.
Un problema che preoccupa tutti in questo periodo è anche il taglio degli alberi perché ostacolano il 5G. C’è chi dice che è vero e chi smentisce questa teoria. In effetti ci sono però delle prove, che questa notizia potrebbe essere più che vera. Infatti, a quanto pare, gli alberi soprattutto quelli più alti, impediscono una buona irradiazione del segnale 5G. Infine, per riassumere tutto in modo più semplice, questa tecnologia di quinta generazione ha due aspetti principali molto preoccupanti: la SALUTE e l’INQUINAMENTO, due fenomeni che purtroppo si ripercuotono su tutto quello che ci circonda.
Proprio per questo, il PSI e la FGS, hanno deciso di prendere questa posizione per quanto riguarda il 5G. Abbiamo preso questa dura posizione, perché a noi sta a cuore la salute di tutti i cittadini e soprattutto ci sta a cuore il nostro pianeta, nonché la nostra casa. 

SEMPRE AVANTI.

di Samuele Celletti

Amore Tagliente

Nel giorno di San Valentino i Giovani Socialisti donano al Sindaco della città un paio di forbici rosse visto l’amore dell’amministrazione Ottaviani per i tagli.


Il nostro è un gesto simbolico mentre i tagli sono una triste realtà afferma il presidente dei Giovani Socialisti di Frosinone Giancarlo Bronzetti


Come organizzazione politica giovanile abbiamo lottato, a fianco della rete degli studenti medi, contro i tagli alla cultura e allo sport ottenendo anche dei risultati importanti come il ripristino dall’apertura della biblioteca nelle ore mattutine.


Ma non intendiamo fermarci finché non sarà assicurato, in modo soddisfacente e confacente alle esigenze della cittadinanza, soprattutto di quella giovanile, Il pieno godimento dei servizi inerenti la cultura e lo sport.


Pertanto invitiamo tutti i giovani frusinati a lottare insieme a noi per il raggiungimento di questi obbiettivi, riconquistando servizi indispensabili per la città che noi amiamo, diversamente da chi è innamorato solamente dei tagli.

Da Benedetto a martire

Per chi come noi milita e si é formato a livello politico nella giovanile del partito socialista italiano non puó esimersi nel parlare di Bettino Craxi.
Tutti sappiamo la fine politica dell’uomo. Tutti abbiamo visto le immagini dei processi in tribunale e mediatici. Tutti noi abbiamo in mente la sentenza definitiva di quel popolo con il famoso lancio delle monetine.
Per chi come noi ha scelto di vivere sotto il segno del socialismo riconosce la sua grande rivoluzione politica, un modo tutto nuovo, libero dal quel comunismo filo sovietico di intendere la sinistra. Sotto il Governo Craxi l’Italia divenne una potenza economica mondiale ,stringendo patti importanti con leader politici per favorire la crescita del nostro Paese senza svenderlo come accaduto a Sigonella dove l’Italia per la prima ed ultima volta ha alzato la testa nei confronti degli alleati: molte volte opportunisti e violenti.
Lui il primo a parlare dei flussi migratori provenienti dal nord Africa e che attraverso parole dure criticò questa Europa sapendo che per il nostro Paese la stessa poteva essere un Limbo o addirittura un Inferno.
Certo non siamo ingenui e forse il sistema non era tra i piú giusti, ma 20 anni di vuoto politico tra scandali nazionali ed internazionali, tra vallette e cantanti, tra tecnici e movimenti sarebbe giusto e sacrosanto rivalutare la posizione e il valore di un uomo che ha dato la propria vita per la politica per il socialismo e per l’Italia.

Ultima parola alla FGS!

cropped-13769404_593055544208528_747883685705174182_n2.jpgLa Fgs Frosinone (Circolo Pietro Nenni) é profondamente dispiaciuta per la situazione venutasi creare tra il Partito Socialista Italiano (Frosinone) e il Consigliere Comunale Daniele Riggi.

La Fgs Frosinone non entra in merito delle questioni messe in campo da i due soggetti ma ci sentiamo in dovere di dire che i toni espressi sono stati eccessivi. La Fgs come giovanile politica ha sempre cercato di intraprendere delle battaglie nel rispetto dell’avversario con toni pacati e mai ostili.

Riconosciamo il ruolo fondamentale di Daniele Riggi all’interno della giovanile e del Partito, ma vogliamo ricordare che un uomo da solo non puó nulla senza persone esperte e ragazzi che con voglia e passione hanno intrapreso battaglie anche al di sopra delle proprie competenze e responsabilità. Le battaglie portate avanti dal Compagno Riggi sono state battaglie discusse all’interno del Partito e della giovanile e ogni risultato positivo e negativo é stato incassato non da un solo uomo ma da tutto l’ambiente socialista.

Per questo ribadiamo gli auguri piú sinceri per il proseguo politico di Daniele Riggi perché certi della sua onestá e nell’interesse di affrontare battaglie comuni sperando in una collaborazione reciproca tra le parti per il bene dei cittadini portando avanti i valori che ci contraddistinguono ormai da un secolo

FGS Frosinone

 

I Giovani Socialisti lanciano la campagna “#PlasticFreeFrosinone”, per una città libera dalla plastica monouso

Il circolo FGS “Pietro Nenni” di Frosinone è lieto di annunciare che la proposta di deliberazione avente ad oggetto “adozione dei principi sostenibili di divieto di uso di articoli in materiale plastico monouso da parte del Comune di Frosinone”, depositata in data 14/06/2019 presso il Comune di Frosinone dal consigliere comunale Daniele Riggi, ha ottenuto il parere favorevole all’unanimità in entrambe le commissioni consiliari competenti, ovvero la commissione “Ambiente” e la commissione “Pubblica Istruzione, Cultura, Sport, Politiche Giovanili, Affari Generali e Legali”. La proposta di deliberazione è stata realizzata dalla Federazione Italiana dei Giovani Socialisti, nell’ambito della campagna a supporto dei giovani amministratori locali socialisti “Il comune è la patria più vera”, con l’obiettivo di sensibilizzare le amministrazioni pubbliche locali ai problemi ambientali legati alla produzione e all’utilizzo della plastica monouso.

La delibera, in sintesi, prevede l’eliminazione totale dell’utilizzo di materiale plastico monouso negli edifici di proprietà del Comune di Frosinone e l’inserimento di disposizioni che disincentivano l’utilizzo del medesimo materiale nelle procedure di gara per forniture e servizi bandite dall’Ente. La Federazione dei Giovani Socialisti, inoltre, insieme al Partito Socialista Italiano, ha realizzato un disegno di Legge, presentato alla Camera dei Deputati il 18 giugno scorso, che vuole anticipare la direttiva europea approvata il 27 marzo 2019 dal Parlamento europeo, in cui si vieta la vendita e la produzione all’interno degli Stati membri di articoli in plastica monouso. Il disegno di Legge prevede l’introduzione del divieto dell’ingresso della plastica in tutti gli edifici pubblici e l’inserimento di disposizioni che prevedano il divieto di utilizzo di materiale plastico monouso nelle procedure di gara per forniture e servizi.

La salvaguardia ambientale è per fortuna una tematica presente nell’agenda di governo dell’Unione Europea ma per essere efficace necessita, soprattutto, di un’impronta locale, non a caso noi giovani socialisti abbiamo deciso di inserire il “plastic free” all’interno di una campagna che si chiama ‘il comune è la patria più vera’. Ora che la nostra proposta ha ricevuto il parere positivo da parte delle commissioni consiliari competenti, siamo fiduciosi che il documento possa essere discusso in consiglio comunale già entro la fine del mese. Nei prossimi giorni, intanto, cercheremo di condividere il documento con le forze politiche cittadine, le associazioni locali, e la cittadinanza, sperando che dal confronto possano emergere proposte di miglioramento e suggerimenti, vista l’importanza e l’ampiezza della tematica affrontata.

Al di là degli aspetti tecnici e amministrativi, che si possono tranquillamente superare, ci aspettiamo delle difficoltà ad accettare la proposta soprattutto dal punto di vista culturale, dato che essa, come tutte le proposte ecologiste del resto, impone un cambiamento radicale del nostro stile di vita e delle nostre modalità di consumo. Tuttavia, anche la recente vicenda Mecoris, che ha scosso non poco i cittadini frusinati, ci ha tristemente ricordato che il nostro stile di vita consumista sta danneggiando sempre di più l’ambiente e la nostra salute, quindi se vogliamo salvare il Pianeta dall’inquinamento è necessario cambiare da subito e, soprattutto, cambiare in modo radicale. Nei prossimi giorni sui nostri canali di comunicazione ufficiali pubblicheremo le date degli eventi e delle iniziative che organizzeremo in città per sensibilizzare i cittadini al tema e per promuovere la nostra proposta.

 

Circolo FGS Frosinone “Pietro Nenni”